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"Carta"

Prendo posto frettolosamente, nell'inutile timore di perder tempo. Poi inevitabilmente principio a rilassarmi. Butto in un angolo la fatica della giornata assieme ai pensieri della nuova, che domani mi attende. Afferro la rivista dalla tasca del sedile di fronte: è tardi anche per i quotidiani, ormai parte dell'attesa del nuovo. Scruto, ricercando con lo sguardo famelico (lo so, me lo fanno spesso notare) di chi vuol carpire qualcosa dalla vista e dai gesti degli altri. Non è morbosità, ma spunto di riflessione e confronto.

Me ne pento quasi immediatamente. E' un continuo e frenetico"messaggiare": mani disperate si accartocciano e si snodano combattendo su tastiere piccolissime o più moderne touch-screen. Scrivendo che cosa, non si sa. Facezie per lo più, mi permetto di osare. Prima dei telefonini tutto funzionava ugualmente, ed al di là dei battage pubblicitari che piegano milioni di opinioni, gli short-message non hanno molto a che fare con la vera comunicazione. Lo dico da addetto ai lavori e mio malgrado.

Poi avviene l'ennesimo miracolo.

La scorgo quasi per caso, e qualcosa attrae subito magneticamente la mia attenzione. Avrà vent'anni o poco più. Discreta, sobria ma elegante. Precisa: si capisce immediatamente da come ha sistemato il bagaglio rifiutando l'aiuto della hostess, piegandoci poi sopra ed accuratamente il cappottino rosa. Penso divertito al prosieguo del mio personalissimo intrattenimento. E mi rilasso ulteriormente. Lei si sistema ben bene sul sedile, quasi a volergli conferire la propria forma per ottenere maggior comodità. Ed eccolo, il miracolo: estrae dalla borsetta una scatolina verde-azzurrognola. Sì: è proprio ciò che inizio a sperare. Carta da lettera, la ragazza sta per accingersi a scrivere una missiva: nel 2010, con carta e penna...

La parte più emozionante di tutta la storia è stato per me il rivivere sensazioni che io stesso, pur mantenendo un discreto esercizio, sto perdendo. E' stato bellissimo vedere con che cura veniva vergata quella carta, il soppeso con cui venivano distribuite le parole, centellinati i periodi, consegnate al foglio le emozioni.

Il tutto è durato un'ora e mezza, quasi l'intero volo. Lascio a voi i calcoli percentuali, ma in valore assoluto non credo siano più molti che dedichino così tanto tempo (altrimenti buttato, sia chiaro) a comunicare PROFONDAMENTE.

Però lei, almeno lei, c'è. L'ho vista. Meno male. Non tutto è perduto.

 

rm

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