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gira e rigira, non è soltanto un libro
Perché
leggere Chi vive, vive la propria
vita. Chi legge, vive anche le vite altrui. Ma poiché
una vita esiste in relazione con le altre vite, chi non
legge non entra in questa relazione, e dunque non vive
nemmeno la propria vita, la perde. La scrittura registra il
lavoro del mondo. Chi legge libri e articoli, eredita questo
lavoro, ne viene trasformato, alla fine di ogni libro o di
ogni giornale è diverso da com'era all'inizio. Se
qualcuno non legge libri nè giornali, ignora quel
lavoro, è come se il mondo lavorasse per tutti ma non
per lui, l'umanità corre ma lui è fermo. La
lettura permette di conoscere le civiltà altrui. Ma
poiché la propria civiltà si conosce solo in
relazione con le altre civiltà, chi non legge non
conosce nemmeno la civiltà in cui è nato: egli
è estraneo al suo tempo e alla sua gente. Un popolo
non può permettersi di avere individui che non
leggono.
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